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Pre Amplificatore e finale o Amplificatore integrato?

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Tempo di lettura stimato: 5 minuti

amplificatore integrato vs pre amplificatore + finale

TABELLA DEI CONTENUTI

E’ una delle domande fatidiche che un appassionato di musica o un audiofilo sicuramente si è fatto almeno una volta nella vita prima di acquistare: Pre Amplificatore e Finale o Amplificatore Integrato?

L’amplificatore in generale, si occupa di amplificare il segnale che proviene da una delle sorgenti che possono essere presenti nel nostro impianto hi fi ( CD, giradischi o servizi di streaming come Spotify o Tidal ) e deve essere in grado di gestire queste sorgenti, in base alle scelte dell’utente.

Queste funzioni, possono essere svolte da una coppia di elettroniche ( pre amplificatore e finale di potenza ) oppure da una singola elettronica ( amplificatore integrato)

Pre amplificatore e finale di potenza

Nel caso della coppia preamplificatore più finale le due elettroniche si divideranno i compiti, il preamplificatore (o pre)  si occuperà di controllare i livelli e gestire il segnale e più in generale di supervisionare le sorgenti, mentre l’altra, detta amplificatore di potenza o semplicemente finale, si occuperà di “amplificare” il segnale e quindi di pilotare le casse.

Amplificatore integrato

L’amplificatore integrato invece, svolge entrambe le mansioni contemporaneamente e, sebbene in passato, a partire dal primo amplificatore integrato della Piooner datato 1962,  fosse sempre stato considerato una soluzione semplicemente economica e non performante, negli ultimi anni grazie alle nuove tecnologie sta prendendo sempre più piede nelle case degli appassionati.

Passiamo ad analizzare alcuni pregi e difetti delle due soluzioni.

Pre Amplificatore + Finale

Soluzione Aperta

La soluzione pre + finale è definibile come “Aperta”, quindi permette all’utente di intervenire su ogni singola elettronica ( ad esempio nel caso in cui andassimo a sostituire le casse per le quali necessiteremmo maggior wattaggio, si potrebbe cambiare solo il finale di potenza)

Abbinate Ibride

Nell’accoppiata pre + finale si può “giocare” su un mix tra valvole e transistor alla ricerca del compremesso migliore e più adatto al proprio ascolto ( questo pregio passa vagamente in secondo piano per via della progettRzione di amplificatori integrati ibridi, che comunque non raggiungono quel livello di personalizzazione)

Separazione delle due funzioni

Riduce al minimo le interferenze reciproche (anche se questo pregio si sente meno in relazione agli amplificatori integrati moderni )

Ingombro

Rispetto al pre + finale, è chiaramente una situazione con La soluzione pre + finale è chiaramente più ingombrante e potrebbe essere di difficile incastonamento in un ambiente domestico.

Collegamento

La coppia deve necessariamente essere collegata da un cavo, che potrebbe fungere da collo di bottiglia e di conseguenza impone una spesa adeguata alla qualità delle due elettroniche scelte

Componentistica

Generalmente la coppia pre + finale a parità di costo ha una componentistica generalmente di qualità inferiore rispetto agli amplificatori integrati, dovendo mediare tra due cabinet e due alimentazioni.

Amplificatore Integrato

Ingombro

L’ampli integrato svolgendo contemporaneamente le due funzioni permette di ridurre a una sola, l’elettronica necessaria per gestire un impianto stereo o un multicanale A/V rendendolo di più facile gestione in ambienti domestici. Inoltre spesso hanno già inclusi moduli Bluetooth o Wi-Fi rendendo facilissimo e velocissimo l’ascolto musicale in streaming

Collegamento

Svolgendo le funzioni al suo interno, non ha la necessità di un cavo di collegamento tra segnale e amplificazione, eliminando qualsivoglia collo di bottiglia e abbassando il budget

Componentistica

Al contrario dell’accoppiata pre + finale, avendo una sola alimentazione e un solo cabinet, lascia maggior spazio alla qualità della componentistica, quindi, a parità di qualità sonora l’integrato necessita di un budget inferiore

Soluzione Chiusa

Rispetto al pre + finale, è chiaramente una situazione con meno flessibilità. Questo non è necessariamente una nota negativa però chiaramente l’audiofilo può interagire relativamente sull’amplificatore integrato. Quindi o piace o è necessario cambiarlo con un altro prodotto.

Aggregamento delle funzioni

L’ampli integrato è chiamato a svolgere due funzioni molto diverse contemporaneamente, per questo, può creare delle interferenze nel momento in cui l’amplificatore non abbia una progettazione adeguata.

Alimentazioni

Non in tutti gli amplificatori integrati l’alimentazione è separata, soprattutto in quelli di bassa fascia l’alimentatore è comune.

Nell’ambito Hi-Fi non vi è una soluzione giusta e una sbagliata,la percezione della scena audio è assolutamente personale quindi ha sempre senso procedere per step, soprattutto se agli inizi.
Un altro consiglio potrebbe essere quello di scegliere prima i diffusori e in un secondo momento l’amplificazione, ma sicuramente, credo che l’approccio giusto sia quello di capire se si sia più appassionati di musica o più “smanettoni”.

Nel primo caso, allora la scelta migliore è l’amplificatore integrato che mette al riparo da ingombri eccessivi e permette una certa duttilità di ascolto, nel secondo caso, se pensiamo di voler cambiare spesso, di magari intervenire o solo sul segnale o solo sull’amplificazione allora la scelta giusta potrebbe essere l’accoppiata pre + finale.

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