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Sistema PA per live Stage: facciamoci un’idea

copertina articolo sistemi PA

Questo nuovo articolo vogliamo dedicarlo a chi non ha idea di cosa sia un sistema PA per il live stage, o a chi invece mastica l’argomento ma non sa come orientarsi nella scelta tra i diversi diffusori o speakers (attivi e passivi) presenti sul mercato. Vi daremo quindi le informazioni generiche di cui avrete bisogno per scegliere il sistema PA che meglio si addice alle vostre performance.

Nota! Leggendo le indicazioni che stiamo per fornirvi, se vi rendete conto di aver bisogno di informazioni più tecniche non esitate a contattarci tramite mail o telefono! i nostri esperti saranno pronti a chiarire ogni vostro dubbio 😉.

Ma entriamo ora nel cuore dell’argomento! vediamo subito e brevemente cos’è e da cosa è composto un sistema PA.

Cos’è un sistema PA?

Esempio di un sistema PA completo di due diffusori attivi, un subwoofer e cavi audio.

Per sistema PA, dove PA sta per “Public Announcement” oppure “Public Adress”, si intende un sistema audio utilizzato per piccole o grandi esibizioni composto da un diffusore (nella maggior parte dei casi attivo) abbinato solitamente ad un subwoofer (anch’esso attivo).

Diciamo che la presenza del subwoofer non è strettamente necessaria, ma consigliata e preferibile perché va a conferire maggiore corpo e forza ai bassi, migliorando la resa del sistema PA che, quindi, può essere composto anche soltanto da uno o più diffusori.

Per un utilizzo ottimale, però, è bene che il sistema PA sia formato, in sintesi, da:

  • 1 o più diffusori attivi a due vie full-range;
  • 1 subwoofer attivo;
  • Cavi audio Speaker;
  • 1 Mixer (nei set per DJ).

Occhio all’abbinamento diffusori – subwoofer

Solitamente, per ottenere un ottimo bilanciamento, è necessario che il subwoofer e i diffusori (che una volta collegati al sub diventano “satelliti”) abbiano pari wattaggio

Ma perché il diffusore collegato al subwoofer viene poi definito satellite?  Perché nonostante sia full-range, ovvero capace di coprire tutta la banda delle frequenze, abbinato al subwoofer andrà a riprodurre soltanto una gamma precisa di frequenze, selezionate dal subwoofer. Per questo motivo, uno speaker collegato a un subwoofer prende il nome di satellite.

Quando usare un sistema PA?

I sistemi PA hanno una destinazione soprattutto professionale; vengono impiegati generalmente per:

  • eventi live all’aperto (concerti, esibizioni in strada etc..);
  • eventi musicali in ambienti chiusi (discoteche, sale da ballo etc..). 

Questo però non esclude un loro utilizzo privato per le vostre feste all’aperto, in giardino o in piscina, specialmente se ciò che cercate è un sistema che spinga forte la vostra buona musica e che quindi sia abbastanza potente da farla arrivare in maniera ben distinta a tutti gli invitati / ascoltatori.

Anche perché gli speakers per live stage sono progettati per dare il meglio all’esterno, e sono sicuramente più potenti rispetto ai diffusori hi-fi presenti in casa. In più, hanno il vantaggio di essere strutturalmente più pratici e comodi da gestire: un diffusore per sistemi PA lo posizioni tranquillamente a terra dove preferisci, lo colleghi alla sorgente ed è subito pronto per essere utilizzato.

I diffusori per i sistemi PA

In generale, i diffusori di un sistema PA hanno due caratteristiche essenziali:

  • sono grandi e potenti (il più piccolo pesa all’incirca 10 kg fino ad arrivare a 20 kg, con una potenza che può superare i 3000 W, a seconda dei modelli ovviamente);
  • sono full-range (in grado di riprodurre tutta la gamma – o quasi – di frequenze potenzialmente udibili dall’orecchio umano).

Non ti daranno una riproduzione del suono in alta fedeltà, comparabile a quella dei diffusori utilizzati in casa, perché il loro compito è differente: devono diffondere l’esecuzione musicale in tutto lo spazio a disposizione in maniera chiara ed omogenea, per cui la qualità del suono sarà sì buona (questo poi dipende dal modello e dal marchio scelto) ma non paragonabile al tuo impianto hi-fi.

Meglio attivi o passivi?

I diffusori utilizzati come sistemi PA live stage sono soprattutto attivi, essenzialmente per una questione di praticità. Se si deve portare con sé il proprio sistema che poi va montato e smontato ogni volta su un palcoscenico differente, c’è bisogno di un equipaggiamento che sia facile da trasportare ma anche da utilizzare. I diffusori attivi presentano sicuramente queste caratteristiche: avendo già l’amplificatore integrato, riducono al minimo i componenti del sistema facilitandone il trasporto. In più sono utilizzabili nell’immediato e posizionabili in qualunque punto del palco.

Qui sotto vi proponiamo una vasta gamma di diffusori attivi, presenti oggi sul mercato, da utilizzare come sistemi PA. Abbiamo scelto una serie di modelli appartenenti a marchi differenti e con diverse specifiche tecniche, ognuno da tenere sicuramente in considerazione, soprattutto per le prestazioni che riescono a garantire.

Inoltre, li abbiamo ordinati per fasce di prezzo (sono elencati dai più economici ai più costosi) per venire incontro alle esigenze di tutti.

Elenco dei diffusori attivi consigliati

  1. La serie Stream dell’Audio Tools: PA10, con piccolo amplificatore da 80 W, e il PA12, con amplificazione totale di 400 W;
  2. Gli MBS (il 10 con amp da 1000W, il 12 e il 15 con potente amp da 1600 W) e la serie GREENHEAD (10, 12 e 15con amp da 1200 W) dell’Ant;
  3. Gli Opera (101215) della DB Technologies, tutti con amplificatore in classe D da 600 W, e la serie SYA dello stesso brand (101215), con amplificatore da 400 per il primo e da 800 W per gli altri due modelli;
  4. La serie iQ della Turbosound, iQ8, iQ10, iQ12, iQ15, con un’incredibile amplificatore classe D da 2500 W per i primi tre modelli, mentre un amplificatore in classe D da ben 3000 W per l’iQ15;

Nota! Non ci siamo focalizzati in maniera approfondita sui singoli prodotti perché lo scopo di questo articolo è di aiutarvi ad avere un’idea generale sull’argomento, non di parlarvi in maniera specifica dei diffusori ideali per i sistemi PA.

Per avere maggiori dettagli potete comunque cliccare sui rispettivi link dei modelli; si apriranno le rispettive schede tecniche contenenti tutte le informazioni utili per scegliere il modello più adatto al vostro caso.

Ma i sistemi passivi sono comunque usati? 

La nostra risposta è si. 

È comunque possibile trovare in giro sistemi PA con diffusori passivi grandi e potenti quanto gli attivi, magari in una vecchia discoteca che ha ancora l’impianto di qualche anno fa; ci sono anche negozi che rendono disponibile per il noleggio solo sistemi PA passivi, perché magari prediligono il suono proveniente da un sistema passivo piuttosto di quello caratteristico di uno attivo. 

Per quanto riguarda il noleggio, l’utilizzo di uno o di un’altro è solo questione di gusto e preferenze personali del service: a livello tecnico sono entrambi sistemi PA che garantiscono performance eccellenti (a seconda ovviamente della marca e delle caratteristiche tecniche dei prodotti).

Unica pecca dei sistemi PA con diffusori passivi è la poca praticità del trasporto dell’attrezzatura aggiuntiva, come l’amplificatore esterno e il mobile a rack per il suo trasporto. 

Un esempio di speakers passivi

Tra i diffusori passivi che possiamo proporvi ci sono sicuramente quelli della Samson, come  la serie RSX (RSX110RSX112RSX115RSX215) e la serie RS in HD (RS10RS12RS15RS215). 

Queste due serie sono ideali per piccoli e medi sistemi PA, portatili e maneggevoli, per tutte le tipologie di luoghi e di artisti che preferiscono avvalersi di uno o due diffusori passivi, a cui collegare il proprio fidato amplificatore esterno.

E i Subwoofer?

Come abbiamo già anticipato prima, il subwoofer ha il compito di estendere le basse frequenze di un sistema PA: è un “sound reinforcement”, ovvero un “rinforzo” specifico per il suono.

I marchi che producono i diffusori attivi full-range, la maggior parte delle volte, creano anche il giusto subwoofer attivo a cui abbinarli.

Ad esempio, l’azienda Ant ha creato per i suoi diffusori Greenhead i subwoofer della stessa linea, come gli Ant Greenhead 15s e 18s. Stesso discorso vale per Turbosound, che propone i subwoofer iQ15B e iQ18B per per la serie iQ di diffusori attivi, oppure la DB Technologies, che invece ha i subwoofer SUB 600 e SUB 900 da abbinare con i diffusori full range più piccoli delle serie Opera e B-Hype, altra tipologia di diffusori attivi del marchio.

Naturalmente, non è obbligatorio scegliere il subwoofer della stessa marca o linea: l’importante è che abbia lo stesso wattaggio dei diffusori e che, quindi, abbia caratteristiche tecniche compatibili con questi ultimi! 

Ad esempio, molti utilizzato gli incredibili e versatili subwoofer della Bose che si adattano a qualsiasi diffusore: i modelli B1 e B2. Grazie al loro design ad alta efficienza, nonostante siano pensati per completare i sistemi L1 Model 1S e II, i due moduli possono essere benissimo abbinati ai tuoi speaker, ottenendo un risultato grandioso!

Concludendo

Ora che vi abbiamo introdotto l’argomento ci auguriamo che riusciate a comporre con facilità il vostro magnifico sistema PA con diffusori attivi più subwoofer, per esibirvi sempre al meglio o animare la vostra festa sia in luoghi all’aperto che in sale al chiuso! 

In più, se siete in cerca di un sistemi molto più compatti, versatili e portatili rispetto a quelli che vi abbiamo proposto, c’è un’altra categoria di sistemi PA che ormai ogni brand riesce a proporre ai suoi clienti e che potrebbe fare al caso vostro: i sistemi PA a colonna. Ma di questi vi parleremo in un’altro articolo dedicato che uscirà a breve.

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